Lettera di Maria

 

Domanda

Cara Giuliana, davvero provocatorio (ma così stimolante alla riflessione!) è il tuo articolo sulla mente: così abitudinaria, così prevedibile, così ripetitiva, così monotona da chiedersi “perché ne continuiamo a subire la tirannia?”.
Il messaggio che mi hai comunicato mi è chiaro, comprensibile: l’ho scoperto passo passo, anno dopo anno, con l’aiuto e l’amicizia di voi della Homo Sapiens; ma anche nella comprensione (lenta, ma graduale) di me stessa, dei meccanismi di come funziono e della volontà a “rieducarmi”, con la gioia e la libertà che aleggiano vividi nel mio essere! Anche quando hai dimostrato a te stessa che sei capace, che sei in gamba, che ce la puoi fare…. Basta “affidarsi” allo spirito che ci sostiene, all’energia amorosa che ci vive dentro e intorno…, che scatta (subdola e silenziosa e strisciante) “l’esperienza” il passato, vigile e “presente” nella mente,….e sei già fregata, in balia delle vecchie e consolidate paure, succube dei collaudati e “sicuri” meccanismi che… mi paralizzano!
Questo gioco lo conosco, ma non mi piace, non mi è mai piaciuto, perché mi fa male e non mi fa sentire libera e felice, come invece desidero.
Dici bene:”Dai un taglio netto col passato”, “Togli il passato e non resterà più mente alcuna!”. Sembra assurdo, ma so cosa vuoi dire! L’ho vissuta anch’io la leggerezza della mente vuota di pensieri! Ma non ho ancora trovato la chiave (o l’interruttore) perché questo stato sia duraturo nel tempo. È ….la consapevolezza di sé e del momento presente forse? Ma…le conoscenze, il lavoro, la quotidianità non porta sempre i “soliti” volti, le solite curiosità e problematiche???….
o…sono io che mi “ostino” a guardarli con l’occhio del passato, per…neutralizzare rischi e timori vari? Che ginepraio!!!
Mi viene in mente….(frase sconveniente?!? Vero??) una bimba, educata in modo autoritario, poco permissivo, con tanti doveri da rispettare…che si ritirava spesso e volentieri “sola” a giocare con la sua fantasia, inseguendo pensieri che visualizzavano “mondi” dove mai avrebbe potuto andare, “famiglie” dove coccole, tenerezze, canti, balli e sorrisi erano i ritmi della vita giornaliera, “società” dove ognuno era utile e bravo perché nessuno poteva fare o dire le stesse cose sue, perché ognuno era unico e prezioso per l’equilibrio del vivere in comune.
A lungo ho chiacchierato da sola con la mia mente, a lungo mi sono poi esercitata a “parlare” anche in pubblico, oltre il rossore della mia timidezza; da lungo tempo mi esercito e studio per comprendere i battiti del mio cuore, che “parla” di verità tutte mie che possono e devono vivere liberamente….
La bimba solitaria è oggi una donna che ha imparato a vivere la sua solitudine…ma è ancora in cammino per realizzare la sua giusta emancipazione dalla mente, per spiccare il volo della realizzazione di sé, Essere libero e unico.
Grazie a voi tutti, compagni di questo mio viaggio e amici ricercatori del sé, come me. “So qual è la strada…insisto, non mi scoraggio, la mèta sarà al fin raggiunta!”
 

 

Risposta


Cara Maria,
grazie per avermi inviato la presente, ora cercherò di rispondere alle tue perplessità e di aggiungere ginepri al già grande ginepraio! Che ne dici?
Mente! Che ginepraio che sei! Sto parlando proprio di quella mente che da bambina ti è servita moltissimo, che ti ha aiutata a superare momenti difficili portandoti in immaginari scenari di amore e tranquillità, quindi voglio sottolineare che; in quel contesto non era sbagliato usare la fantasia, non è questo che oggi ti può impedire di fare silenzio! È difficile abbandonare la mente perché è sempre stata con noi, non l’abbiamo mai considerata un ostacolo, un pericolo! Abbiamo sempre pensato che fosse indispensabile e che l’intelligenza dipendesse da lei.
Mi chiedi: “perché è difficile rimanere nello stato di non mente?”.
“Perché in cuor tuo, ritieni ancora che sia preziosa!”.
Quando avrai maturato il concetto che quel materiale che ti porti appresso è merce avariata, allora non avrai più resistenza a lasciarlo andare, a liberartene!
Tante persone come te, come me, hanno ricevuto un’educazione repressiva, autoritaria; condizionamenti duri da smantellare, zavorre che sembrano non finire mai! Ma oggi, da ricercatrice del vero, hai capito che quei condizionamenti, seppur necessari alla tua formazione, non hanno più ragione di esistere.
Hai compreso che; se vuoi fare emergere l’ESSERE SUPREMO, il tuo Sé, hai bisogno di liberazione, hai bisogno di fargli spazio, altrimenti, come potrà uscire allo scoperto?
Nella tua lettera, mi dici che hai compreso e che hai assaggiato lo stato di”non mente”, bene! Voglio dirti che, sei tra le persone fortunate che possono comprendere grazie all’esperienza! È solo l’esperienza che ti può illuminare, hai saputo trasformare la teoria in pratica; questa è saggezza! Non fermarsi alle parole, ma provare! Certo, ci saranno momenti di sconforto, di tristezza per non riuscire, ma quando hai varcato la porta giusta una volta, prima o dopo lo rifarai!
Continua ad osservare la mente, osserva il suo giocare da regina indiscussa, maestà suprema! E nell’osservarla con perseveranza, arriverà il giorno in cui ti stancherai di lei e te ne staccherai con decisione e naturalezza, senza rimpianti, senza insicurezze!
Allora esploderà in te la gioia immensa di sentirti per la prima volta “LIBERA!”.
La sensazione che avvertirai, non avrà confronti con nessun’altra, ma non la potrai comunicare, non troverai nessuna frase o parola in grado di descrivere quell’esperienza, allora capirai come mai; la “VERITA’ ” non può essere rivelata!
Avrai in un solo istante tutte le risposte che andavi cercando e immediatamente cadranno dimenticate tutte le domande. Avrai solo risposte, senza più domande!
Dove saranno finite le domande? Quando hai risposte, a che ti servono le domande?
Quando finalmente vivi nell’interezza a che ti serve chiedere del futuro? O del passato? Quando vivi nell’unico tempo che veramente esiste, non puoi avere più dubbi o perplessità, semplicemente tutto assume un senso perfetto.
Vedi, senti, vivi per la prima volta. Questa è la vera nascita, il vero ritorno a casa, la “VERA VITA”.

Un abbraccio, Giuliana.