Ajruna; il Maestro racconta!
 

 

Quando la mattina mi alzo e la luce mi prende tra le sue braccia, la nuova giornata sta iniziando e io mi sento accolto dal nuovo giorno come se fossi venuto al mondo in quell’istante!


Il maestro era imprevedibile e noi lo osservavamo cercando di capire cosa volesse trasmettere, ogni giorno era un giorno nuovo e difficilmente faceva riferimento a quello precedente, a noi piaceva molto quel mistero che avvolgeva i suoi silenzi. Ogni tanto si rabbuiava e diventava triste, sedeva in silenzio con lo sguardo perso nel nulla. La sua energia diventava dolcissima e un’ondata d’amore ci invadeva fino a farci rimanere in silenzio. Allora improvvisamente incominciava a parlare!

: “ Un giorno accanto ad una vecchia quercia, spunta un fragilissimo germoglio; una ghianda era riuscita a trovare le condizioni giuste per mettere le radici e nascere. La quercia osserva la curiosità e lo stupore del germoglio appena nato che si guarda intorno, sbircia da ogni lato per cercare di vedere tutto ciò che lo circonda. La Terra, il Sole, l’Acqua, lo nutrono costantemente. Dei bambini biondi, belli e con gli occhi azzurri giocano a palla correndo all’impazzata sul soffice prato arrivano accanto alla quercia, uno dei bambini sta per mettere un piede sopra il piccolo germoglio, quando, la quercia abbassando un ramo ferma quel piede. Il bambino riprende la sua palla e torna insieme agli altri ignaro di ciò che stava per succedere. Sarebbe bastato quel piede per cancellare per sempre quella piccola vita che stava nascendo, che stava impiantandosi nel mondo. Fu allora che il nuovo essere si accorse della gigantesca quercia che gli stava accanto, fino a quel momento non aveva ancora alzato gli occhi. La guardò e vide l’immensa creatura : “Ooh!” fu quello che riuscì ad esclamare! “Ma tu sei una quercia!” e la quercia: “Finalmente ti sei accorto della mia esistenza!”


Germoglio: “ Si! È tutto così bello qui che non mi stanco mai di guardare ovunque, ma tu che sei qui da tanto tempo, avrai già visto tante cose! Cosa accade qui? Come ci si deve comportare, come hai fatto a diventare così grande?” La quercia con tenera pazienza sospirando disse: “Sono qui da così tanto tempo che non saprei da che parte incominciare per raccontarti tutto quello che ho visto passare. Tu sei giovane ed innocente, fragile ed ingenuo, mi susciti tenerezza! Sai, sei stato coraggioso a mettere radici in un tempo così difficile, ti ho osservato fin dall’inizio e ho visto quanto hai lottato per affermare la tua vita! Hai voluto esserci ed ora eccoti qua! Perché l’hai fatto? Non sono fatti miei! Vuoi sapere come si sta e cosa ho visto fin ora?Bene! Un po’ alla volta ti racconterò tutto ciò che vuoi sapere!” Germoglio: “ Oh, si! Ho tanta voglia di sapere, cosa è successo in tutti questi anni?”
 

La quercia: “Mettiti comodo e ti racconterò. Sono molto vecchia, ma godo di buona memoria! Osserva la mia chioma, vedi la in cima? Ho dei rami secchi! Ora osserva il bosco e guarda… vedi quanti fratelli non ce l’hanno fatta? Li vedi? Sono secchi e purtroppo per loro non si riprenderanno più. A me è andata meglio, ero molto robusta quando è successo!”
 

Germoglio: “Cosa è successo?” La quercia disse: “voglio procedere per ordine, è passato qualche anno da allora e ancora sto contando i danni. Devi sapere, fino a qualche anno fa questa terra era molto popolata, non solo da alberi come me. Nella sua infinità bontà, la terra accoglieva uomini e donne di tutte le razze, i colori della pelle erano diversi da quelli che vedi ora, c’erano bianchi, neri, rossi, gialli e olivastri, tutti usufruivano della grande madre terra, ma loro non erano mai contenti e per strane ragioni che a noi alberi non è dato di sapere, si odiavano gli uni con gli altri, un popolo istigava l’altro e nacquero molte guerre dove morirono a milioni e milioni. Già si stavano distruggendo da soli quando, nel cielo si sollevarono nubi di gas tossici che resero l’aria completamente irrespirabile e l’acqua avvelenata. Le cose si misero così male che si pensava ad una distruzione totale, ogni forma di vita ha dovuto lottare per la sopravvivenza, la terra fu generosa come al solito e gran parte di ciò che è rimasto compreso me, lo dobbiamo alla terra che cercò con tutta se stessa di eliminare la tossicità dall’intero pianeta, ma purtroppo gli uomini non ce la fecero e morirono tutti. A noi alberi, tutto questo sembrò un suicidio di massa. È stato difficile comprendere cosa fosse accaduto. Poi piano, piano le nubi tossiche sparirono e l’aria tornò ad essere respirabile, grandi piogge ripulirono anche l’acqua e anche senza la presenza di umani, il pianeta si stava risanando, l’erba ricominciò a crescere e tutto ciò che era ancora vivo riprese a pulsare di vita. Poi con mio grande stupore, tornarono anche gli umani, ma non erano più quelli di prima, questi sembravano essere tutti uguali, pelle grigia, occhi azzurri, capelli biondi, dove erano finiti gli altri? Non potendomi spostare da qui chiesi al vento di raccontarmi cosa fosse accaduto. Il vento mi disse: “ Ora la terra è stata ereditata da un’altra razza di umani, quelli precedenti sono morti tutti! Ma prima di morire hanno prodotto danni gravissimi all’intero pianeta, la terra stava per esplodere, stava per polverizzarsi, era avvelenata dai gas tossici così profondamente che ad un certo punto non ce la fece più e si trovò di fronte ad una scelta…. esplodere o lasciare andare…. esplodere significava, distruggere anche se stessa portando grande scompiglio in tutto l’universo… oppure, lasciare andare tutti i gas velenosi che ormai si erano depositati ovunque nell’intero pianeta e salvare così, se stessa, ma non gli umani. Ora comprendi? La sua scelta era obbligata, era una NON SCELTA! Ha sofferto molto nel tentativo di comunicare con gli umani, ha usato tutto quello che le era possibile per mandare messaggi, ma nulla è servito! I segnali non venivano compresi, le menti degli umani si aggiustavano sempre tutto, trovavano sempre giustificazioni, e credevano alle più grandi menzogne, piuttosto che aprire gli occhi e capire! Gli umani che vedi oggi, erano gli ALIENI di ieri, quelli che ci hanno osservato per milioni di anni e che forse già sapevano come sarebbero andate le cose! Non dovevano fare altro che stare ad aspettare! Ora abbiamo un altro popolo di umani, la terra li ama come suoi figli, così come amò quelli di prima…. la storia continua e la terra, almeno per il momento è salva.
 

Questo è quello che mi disse il vento! Germoglio: “ Allora! Sono arrivato al momento giusto, tutto sta ricominciando, si sta aprendo un nuovo capitolo, ma questi umani sono sciocchi anche loro? Quercia: “ Per il momento sembrerebbe di no, ma questo lo vedremo con il tempo. Il vento mi ha detto che: “ Quando hanno ereditato la terra, insieme a lei hanno ereditato anche tutti i pensieri dei predenti umani e che non ricordano più niente di quello che hanno imparato prima di venire qui, questo lascia pensare che anche loro sono qui per imparare, si spera che siano un pochino più rapidi dei primi e che capiscano in fretta le trappole dell’ego. Per quanto riguarda noi, li aiuteremo come sempre! Ora Germoglio, impegnati nella tua crescita e presto diventerai un bellissimo albero, la senti la melodia dell’universo? È splendida e suona sempre! Ha sempre suonato, per noi e per tutti gli esseri viventi. Ascoltala in silenzio! e sentiti parte di questa melodia eterna, sii consapevole che suonerà per sempre, con te o senza di te! Lasciati libero di assorbirla e rilassati, la vita non ha mai fine, lasciati cullare dalla sua melodia e ….. silenzio!