IL
GERANIO CHE VOLEVA
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In
un giardino, vivevano più di trecento rose dai colori più svariati. In
un angolo dello stesso giardino, viveva un bellissimo geranio dal colore
rosso porpora. Il
geranio ignaro della propria bellezza, invidiava moltissimo le rose, in
particolare “una rosa gialla”. La
rosa gialla era ben in vista nel giardino, per l’esattezza si trovava
nei pressi del cancello d’ingresso, ogni persona che vi entrava poteva
ammirarne la bellezza e la fragranza. Privilegiata dalla posizione in
cui si trovava riceveva costantemente complimenti ed elogi. Il
geranio assisteva quotidianamente a quanto avveniva e diventava ogni
giorno sempre di più rosso (rabbia). Il culmine della rabbia lo
raggiunse quando: in visita nel giardino, entrò il personaggio più
illustre della zona e immancabilmente fece i suoi apprezzamenti alla
rosa gialla. Era
troppo! Il geranio decise che sarebbe diventato una rosa a costo di
rimetterci la vita stessa. Per
prima cosa cercò di farsi crescere le spine, riuscì nell’intento, ma
la sua rabbia non diminuì anzi, divenne ancora più forte quando sentì
un commento che lo riguardava :”Che strano geranio, sembra malato, hai
visto che ha le spine?”. Il
geranio intensificò ancora il suo minuzioso lavoro e trasformò anche
le foglie rendendole una perfetta imitazione. La rosa, maestosa e
bellissima ogni tanto guardava divertita il povero geranio intento in
una fatica mostruosa per modificare se stesso, ma senza mai interferire,
impegnata ad essere solamente se stessa. Il
geranio, visti i risultati ottenuti dalla trasformazione, si sentì
incoraggiato a proseguire nel proprio intento e sempre più diceva a se
stesso:”Voglio diventare una rosa!”. Ormai lo sforzo finale era il
fiore! Lavorò duramente giorno e notte e alla fine, una mattina di
maggio si ritrovò con le sembianze di una rosa, non era gialla, ma
andava bene lo stesso. Da quel momento incominciò a sentirsi
bellissimo, il suo pensare era sempre da geranio, ma l’apparenza era
da rosa! Nel
giardino:” Guarda che bella rosa rossa! Che strano però, dal profumo
si direbbe un geranio!”. “Già!”
Pensò il geranio :”Col profumo non ce la farò mai!” e per la
rabbia questa volta diventò giallo! Con stupore e sorpresa si ritrovò
ad essere una perfetta rosa gialla, l’unico difetto era nel profumo,
nella fragranza. Costantemente
osservava la vera rosa e ne imitava i movimenti e le espressioni, quando
il vento soffiava lui cercava di muoversi come la rosa. Ma
la vera rosa era sempre più serena e rilassata mentre lui era
costantemente in tensione, sempre con la paura di essere smascherato o
di perdere quello che aveva ottenuto. Passarono
i giorni e gli anni e il geranio ormai non c’era più, al suo posto;
una rosa gialla troneggiava con altezzosa bellezza. Persino lui stentava
a ricordarsi che la sua vera essenza era da geranio, ormai la maschera
era perfetta! Avvenne
un fatto curioso, improvvisamente, il padrone del giardino incominciò
ad accusare strani sintomi. Così andò dal medico, il quale sospettando
un’allergia gli consigliò di far venire un luminare della medicina a
fargli visita in casa sua. Il luminare venne ed ispezionò tutta la casa
per scovare a cosa potesse essere allergico il suo paziente, non trovò
nulla di particolarmente convincente e decise di pensarci un po’ su,
ma mentre stava uscendo dal giardino e il proprietario lo accompagnava,
si accorse che i sintomi peggioravano, guardandosi intorno notò la
moltitudine di rose e ne convenne che; l’allergia di cui soffriva il
suo paziente era dovuta alle rose! La diagnosi fu fatta, il paziente era
contento di aver trovato la causa dei suoi mali, il luminare era
soddisfatto per essere stato così bravo nel trovarla! Giunti a questa
conclusione, il proprietario del giardino chiamò subito i giardinieri e
diede ordine che entro il giorno successivo tutte le rose dovevano
essere estirpate. Il geranio come potete ben immaginare, incominciò a
tremare, avrebbe voluto urlare:”Sono un geranioooooo!!!! No, una
rosa!” poi incominciò a sudare freddo cercando di ritornare ad essere
un geranio, ma a nulla servirono gli sforzi, ormai non si ricordava più
i passaggi, non sapeva come ritornare ad essere se stesso! Ci provò e
riprovò, ma alla fine anche lui venne estirpato. Il giardino venne
allestito di nuovo, questa volta però al posto della moltitudine di
rose; una moltitudine di gerani dai più svariati colori. Le rose estirpate furono portate al vicino parco nazionale, ma il geranio/rosa morì strada facendo per lo stress e la paura, senza riuscire a ritornare se stesso, o meglio; senza ritrovare “Se Stesso!”.
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