Il Maestro AjrunaTratto
dal notiziario numero
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Caro
Maestro, “Quando potremo vivere in pace, quando il mondo si farà
giusto?”
R.
Quando l’uomo scoprirà sé stesso, quando la smetterà di comportarsi
come un essere temporaneo, quando accetterà la propria eternità e la
propria integrità. Tu
Maestro ci insegni ad essere saggi, ma quando si vive nel caos, la
saggezza non esiste, che cos’è la saggezza? R.
Saggio è colui che ha capito sé stesso e nel comprendere sé,
comprende l’unità con il cosmo e vive nell’estasi della vita in
armonia con tutto ciò che lo circonda. Saggio
è colui che non ha identità, non ha personalità, non ha passato e non
ha futuro, non appartiene a nulla e a nessuno, non possiede e non è
posseduto. Saggio
è colui che si è fatto trasparente come il vento e innocente come un
bambino, puro come l’acqua. Saggio
è colui che come unica autorità, non ha che la propria, viaggia senza
pesi meravigliandosi ad ogni passo.
Onora sé stesso danzando in armonia con l’universo! La
saggezza è quella meraviglia che ti accade quando hai lasciato andare
tutto ciò che trattenevi! Perché,
Maestro! La verità non può essere detta? Perché non può essere
indicata? R. Un
Maestro ti può solo mostrare sé stesso, può solo dirti si può! Non
può assolutamente dirti la verità perché essa è indicibile, la verità
è qualcosa che puoi condividere, ma di cui non si può parlare! È
difficile comprendere questo concetto fino a che non sei tu stesso a
capire, allora la domanda stessa diventa impossibile. La verità è
nascosta nel tuo cuore, chi altri potrà scavare
nel tuo cuore se non tu? Il Maestro serve solo come cartello indicatore,
come colui che te ne da un assaggio, ma non potrà mai dirti la verità,
è importante che tu lo capisca! Altrimenti resterai sempre deluso dai
maestri. Per risponderti meglio ti leggerò un passo tratto dal vangelo
di Tommaso. Gesù
ha detto hai suoi discepoli: “ Cercate un paragone e dite a chi
somiglio”. Simon Pietro ha detto: “Somigli a un Angelo giusto”.
Matteo ha detto: “Somigli ad un uomo amante della saggezza e dal cuore
retto”. E Tommaso gli dice: “Dolce Maestro, la mia bocca rifiuta di
dire a chi somigli”. Gesù
dice allora: “Non sono più il tuo Maestro da quando hai bevuto fino
alla pienezza alla fonte ribollente che io stesso ho gustata”. E lo
prese in disparte, in un luogo nascosto e gli disse tre parole. Quindi
Tommaso, essendo tornato ai suoi compagni, questi gli dissero: “ Cosa
Gesù ti ha rivelato?”. E Tommaso rispose loro: “ Se io vi dico una
sola delle parole che Lui mi ha detto, prenderete pietre e mi lapiderete
e un fuoco verrà fuori dalle pietre e vi brucerà”. Per
sentire le tre parole che Gesù
ha detto a Tommaso bisogna essere pronti a riceverle e a comprenderle,
la verità può essere pericolosa se fraintesa. Tommaso era in grado di
capire ed è per questo che Gesù ha potuto rivelare le tre parole
segrete, perché non era più una rivelazione, ma una condivisione. La
verità può essere condivisa solamente quando non c’è più
separazione tra Maestro e |