Apri gli occhi

 


Nasci! Un giorno qualunque, in un posto qualunque, sei nato! EVVIVA!

Sei stato accolto; bene, male, così così, poco importa, la tua vita materiale è iniziata. In un modo qualunque, in un luogo qualunque. Oggi dove sei? Dove ti trovi? In quale tipo di situazione ti trovi? Ebbene, dopo quel giorno qualunque, hai iniziato a crescere! Eri puro e innocente, con gli occhi pieni di meraviglia, ogni cosa era per te unica e preziosa. Vivevi senza passato e senza futuro, il tuo tempo era solamente l'attimo, l'ora, l'adesso!  Completamente radicato nel presente, ogni situazione era unica e autentica, ogni tua manifestazione era vera, verissima. Se piangevi, piangevi con tutto te stesso, se ridevi, ridevi con tutto te stesso, nemmeno un piccolo angolo del tuo corpo ne era escluso. Il giorno, la notte, in completa sintonia con l'universo, con l'esistenza.

Sai una cosa? Eri così puro ed innocente perché vivevi senza mente, ogni cosa era istintiva e autentica perché nasceva esclusivamente dall'attimo, dalla situazione , le tue azioni non erano premeditate o dettate dalle abitudini. Semplicemente, la mente non ti aveva ancora catturato, non ti aveva ancora ammaliato con le sue illusioni. Ma ahimè! Il tempo passa! E la mente incomincia a farsi sentire, incominci così a mettere insieme pensieri e parole. Piano piano, la tua voglia di comunicare ti porta a sentirti esaltato dall' elaborazione mentale e dai ragionamenti, a quel punto sei preso in trappola e nella tua mente incomincia ad entrare di tutto, dati a non finire! E visto che hai molta sete di sapere codifichi ogni informazione che ricevi da chi ti cresce e ti educa, da chi ti addestra con teorie e pratiche o semplicemente con l'esempio. Poi la scuola! Altro addestramento comportamentale, istruttivo. Ovunque trovi qualcuno pronto ad insegnarti qualcosa. Man mano che passano gli anni vieni costruito come un grande puzzle e cresci con l'illusione di avere una tua personalità, un tuo carattere, una tua mente! Convinto di scegliere con la tua testa, ma in realtà non scegli proprio niente, tutto quanto ti viene fornito in qualità di pasti quotidiani. La religione, la politica, la cultura nazionale, i gusti dei cibi e della moda. Rifletti; sei cattolico per caso, solo perché sei nato in una cultura cattolica, non sarebbe lo stesso se fossi nato in un'altra parte del mondo! Sei un credente perché ti hanno convinto di esserlo, ma è veramente una tua esperienza? Scegli veramente tu? Nel mondo esistono più di trecento religioni e tutte sono convinte di essere le migliori... e tu per caso sei cattolico o il cosiddetto credente! Ma ti sei mai chiesto in cosa credi? Hai mai avuto la voglia di verificare queste tue credenze, oppure credi per comodo? Infatti, essere un credente ti esonera dal ricercare e ti pone in una condizione di comodità, di tranquillità; è sufficiente credere! Anche il credere ti viene servito su un piatto d'argento fin dalla più tenera età.

Ti viene insegnato che non devi fare domande, ma credere e pregare. Per essere un buon cristiano devi andare alla messa almeno una volta la settimana, rispettare le regole della Chiesa e crescere nel timore di Dio. Un Dio che ti vede qualunque cosa tu faccia. Un Dio che ti libera dai peccati grazie alla confessione, un Dio che non puoi raggiungere personalmente, ma hai bisogno di chi lo faccia per te. Il Dio che può tutto, il creatore di ogni cosa. La fede deve essere cieca, misteriosa, indiscutibile, ma come puoi credere a qualcosa che non conosci, a qualcosa di cui non hai fatto esperienza? Nessuno ti spinge a ricercare l' esperienza, ma tutti ti spingono a credere in qualcosa di cui nemmeno loro hanno fatto esperienza. Tramandano così dogmi e dottrine che essi stessi non hanno compreso. Quando qualcuno ti insegna come cucinare una pietanza, ti insegna la sua esperienza, ti suggerisce gli ingredienti, le dosi ecc.. ma poi tu dovrai cucinarla e solo dopo averci provato potrai dire "è buona!" oppure "non mi piace!" solo in questo caso e cioè dopo l'esperienza sarai in grado di commentarne il sapore! Allo stesso modo la religione dovrebbe spingerti, stimolarti ad essere un ricercatore del vero, non dovrebbe convincerti proprio di niente e soprattutto non dovrebbe chiederti di credere. Fai esperienza e credi a ciò che nasce da te! Ma fare le proprie esperienze costa, impegna, richiede energie e sofferenze e spesso le persone si domandano: "perché sforzarsi tanto quando la fede ti viene offerta su un piatto d'argento?" Poco importa se non ne capisco niente, è sufficiente seguire le masse, le folle! " Se così tanta gente crede, non vedo perché io non dovrei! " Ma le masse sono composte da individui che fanno lo stesso ragionamento! Questo concetto emerge chiaro in una parabola di Gesù dove racconta di un pastore che custodiva cento pecore in un recinto, le pecore stavano bene e vivevano in tranquillità ognuna sostenuta dal gregge. Ma avvenne che una pecora scavalcò il recinto e si avventurò nell'ignoto, perdendosi. Il pastore accortosi della sua scomparsa abbandonò le altre novantanove pecore per cercare quell'unica! Quando l'ebbe trovata, la strinse a se e le disse: "Io ti voglio più bene che alle altre novantanove!" quel pastore, sapeva bene che occorre coraggio per affrontare ciò che non conosci e quella pecora fu molto coraggiosa ad avventurarsi sola senza l'aiuto del gregge! Se vuoi capire, se vuoi che la tua fede sia autentica non puoi restare nel recinto, per quanto ci sia ottimo cibo non basterà a saziare la tua fame se è autentica! Sentirai che hai bisogno di conoscere altre pietanze, altro cibo, nutrimento di cui fare esperienza e sarai pronto ad abbandonare le comodità per ciò che è ignoto, sconosciuto!

E... stai certo che il pastore ti troverà! Al momento giusto arriverà! E... sarai tu a dargli la possibilità di trovarti.