Come ci si scopre pranoterapeuti?

Il mistero dell'energia

 


Molto spesso, le persone che mi conoscono per la prima volta, vogliono sapere come mi sono scoperta pranoterapeuta e ancora, come ho iniziato.

Bene, visto che per altro, è da molto tempo che non parliamo, sul notiziario accademico di pranoterapia, vi racconterò come si è svolta la mia esperienza.  Fin da bambina sono stata attratta da tutto, ciò che non si vede con gli occhi fisici, ricordo che stavo per ore con gli occhi chiusi a gustarmi i colori e le forme luminose che si formavano sotto le palpebre serrate.

Mi divertivo a strofinare vigorosamente gli occhi perché in quel modo, lo scenario di luci e colori diventava più intenso e mi regalava emozioni più grandi.  Non parlavo a nessuno di questo, perché pensavo che fosse una cosa normale e che lo facessero tutti.  Più tardi ormai grande, ho scoperto che non era così e che la maggior parte delle persone non capiva nemmeno di cosa stessi parlando. Comunque tutt'oggi sono convinta che tutti possono farlo anzi ve lo propongo perché è molto bello e rilassante.

Fatelo come se fosse un gioco, sì può fare da seduti o in piedi, ma meglio se vi sdraiate comodamente, poi chiudete gli occhi, ora con le due mani schiacciate leggermente le palpebre strofinandole un poco, lasciatevi andare senza pensieri e gustatevi ciò che vedete!

Apparirà uno scenario così meraviglioso e fantastico che i fuochi d'artificio, o le luci dagli effetti speciali, saranno niente al suo confronto.

Provate!  E capirete così, quanto gli esseri umani possano essere meravigliosi e quanto di bello possano contenere senza saperlo.

La scienza potrebbe trovare mille giustificazioni per quanto accade con questo esercizio, ma per me, la vera ragione va al di la della scienza e della logica.  Per tornare al punto di partenza, io mi sono scoperta pranoterapeuta, perché ho sempre avuto una certa inclinazione per la ricerca ossia, ho sempre cercato delle spiegazioni valide al mistero della vita.  Ho cercato di scoprire le potenziatità dell'essere umano e il corpo energetico è stato il mio primo approccio verso la conoscenza.

Un giorno, ahimè ormai lontano, un piccolo libro che parlava dì spiritismo e di esperienze extracorporee, mi capitò in mano, incuriosita mi tuffai nella lettura, un capitolo parlava dell'uscita dal corpo ossia, il viaggio astrale:" bello!" pensai, :"fantastico!  Voglio provare!"

Distesa sul letto, cercai di seguire alla lettera tutte le indicazioni riportate sul libro, all'inizio feci fatica a raggiungere lo stato di rilassamento consigliato, ma poi fui presa da una strana e forte vibrazione energetica che mi incuteva paura, desideravo riuscire e quindi continuai ad insistere fino a che sentii il mio corpo diventare di pietra e qualcosa che si sollevava da me, quel distacco era sofferto e sentivo il cuore che batteva in modo doloroso, sentivo che c'era qualcosa di sbagliato in quello che stavo facendo, non so quanto tempo sia passato in quel modo, ma ricordo molto bene lo spavento che provai quando mi resi conto che non riuscivo a muovere il corpo, attimi interminabili, panico!  Poi piano, piano ripresi lentamente a muovermi, ripresi coscienza di me stessa superando la paura, forse l'unica responsabile dell'apparente paralisi.

Be! Qualcosa avevo capito; certe cose sono possibili, ma non è giusto prenderle alla leggera solo per mettersi alla prova.

Alla base di quello che mi era successo c'era ignoranza!

Dopo questo episodio cercai di saperne di più sull'energia umana e sulle sue possibilità, approdai a dei libri che parlavano di guarigioni attraverso l'imposizione delle mani; pranoterapia, splendido!  Pensai:" e se potessi anch'io usare la mia energia per aiutare gli altri a stare bene o a risolvere fastidiosi disturbi di salute?" La mia curiosità mi spinse a provare, ancora non ne sapevo molto, ma decisi di sperimentarne la veridicità.  Avevo letto che con l'energia emanata dalle mani potevo mummificare pezzi di carne, fegato, uova e frutti.  La mia prima esperienza di mummificazione la feci con un limone, il quale nel giro, di poco tempo si trasformò in una pallina gialla e leggerissima, provai anche con un mandarino, ottenni lo stesso risultato, allora decisi di provare anche con la carne e il fegato.

Imponevo le mani sulla carne senza però toccarla, due volte al giorno per dieci minuti tenendola fuori dal frigorifero e nel giro dì qualche giorno diventò pietrificata, leggermente ridotta di dimensioni e inodore.

Inutile spiegare il mio stupore, tutta contenta decisi di provare sulle persone, non per mummificarle, ma per aiutarle a stare bene.  Detto, fatto, mi si presentò subito la situazione ideale per provare, venne a trovarmi una signora che mi disse dì avere un grumo di liquido fermo su una natica per via di un'iniezione in suppurazione e che se non si fosse riassorbito doveva essere incisa chirurgicamente.  Le proposi, immediatamente la prova con la pranoterapia, lei accettò e già dopo la prima terapia, la parte gonfia era più morbida e meno dolorante, dopo cinque o sei sedute non c'era più niente.  Ricordo ancora la mia faccia sorpresa ed entusiasta e il sollievo della signora per l'aver risolto un problema che, anche se non grave rappresentava comunque un fastidioso contrattempo.

Dopo quell'episodio ne seguirono altri di svariati tipi fino a che decisi che era meglio imparare qualcosa di più della semplice imposizione delle mani sul punto dolente, così feci ricerche per trovare una scuola per pranoterapeuti, frequentai un corso e oggi, eccomi qui!

Col tempo ho imparato molte cose e soprattutto ho capito che non basta avere un buon potenziale energetico per essere dei buoni terapeuti e che molto c'è da sapere per acquisire quella sicurezza che è necessaria per poter aiutare gli altri.

Ecco.... non ho una storia particolarmente magica, mi dispiace deludervi!

La pranoterapia è una terapia delicata, dolce che aiuta il paziente a ripristinare le proprie energie e a produrre il risultato desiderato, a tale proposito va detto che, la dove il paziente non avesse nessuna intenzione di guarire, nessun pranoterapeuta potrà ottenere il miracolo.  Certo, tutte queste cose però si imparano con l'esperienza, con l'osservazione e soprattutto imparando a conoscere  se stessi, comprendendo che alcuni meccanismi mentali che riconosciamo in noi sono comuni a molte altre persone.  Un buon terapeuta è senz'altro un buon osservatore di se stesso ed essere osservatori di se stessi è di fondamentale importanza per chi si occupa degli altri.

Fare pranoterapia è un compito molto importante che non va preso alla leggera, è un compito che richiede preparazione e conoscenza e per conoscere, quale cavia migliore di noi stessi?