Ricerca,
Cammino, Sentiero
Cosa
ci spinge a ricercare? Perché cercare la consapevolezza, la verità?
Secondo
le religioni più conosciute, cercare la verità è un’azione da non credenti.
Quasi
tutte le religioni, infatti, ti offrono già la strada, ti offrono già il
cammino, a te non resta che seguirlo! A che scopo impegnarsi in una ricerca, se
ce l’hai già pronta, è assurdo! I ricercatori si scontrano con queste realtà
a tal punto che spesso preferiscono adattarsi, piuttosto che correre il rischio
di essere tacciati da blasfemi, preferiscono adattarsi a ciò che la maggior
parte delle persone accetta come giusto. In questo modo si sbarrano la strada e
tornano a mettere la testa sotto la sabbia come gli struzzi. Ma, guardate il
mondo! Sono esseri umani che lo abitano? Siete contenti di come sono andate le
cose nel passato? E di come vanno ora nel nostro presente? Se non è così, e vi
lamentate costantemente per le cose che non vanno! Come pensate che possano
andare, se non c’è il coraggio di cambiare? Sono molte le persone che vedono
e criticano, il problema è che si limitano a criticare, in questo modo hanno la
testa impegnata e pensano di dire cose giuste, poi aspettano la prossima
occasione per continuare. Le critiche non servono! Anzi sono un danno perché
contribuiscono a formare energia pensiero negativa che inevitabilmente favorisce
l’andamento statico delle cose. Chi è sempre pronto a criticare tutto,
dovrebbe chiedersi dove va l’energia pensiero che così caldamente viene
prodotta dalla sua critica? A chi giova tale energia?
Quando
avvengono avvenimenti drammatici che ci inorridiscono, che ci riempiono di
sgomento, dovremmo chiederci; in che modo io ho contribuito a produrre ciò? In
che modo anch’io posso essere responsabile dell’accaduto? Prendiamo uno
degli ultimi fatti di cronaca che ci ha sconvolti, guardiamo il caso di Novi
Ligure. Erica con la complicità del fidanzato uccide la mamma e il fratellino.
Apparentemente, noi non c’entriamo nulla e nessuno ci può accusare di nulla.
Bene!
Mi sono divertita a fare una ricerca, ho chiesto a diverse persone:” In alcuni
momenti della tua vita, hai mai pensato di uccidere tua madre?”. Bene, quasi
tutte hanno risposto che:”Si, l’ho pensato, ma in momenti di rabbia e non
volendolo veramente, l’ho pensato, ma non l’avrei mai fatto! Sono quelle
cose che puoi dire quando sei arrabbiato! Non ho pensato di ucciderla, ma che
morisse, si!”. Allora mi domando:” dove sono finiti tutti questi
pensieri?” E se li avesse raccolti proprio Erica? Naturalmente in lei c’era
una certa predisposizione o debolezza, che ha favorito la ricezione, ma non per
questo possiamo sentirci innocenti e condannare solo lei! Guardiamoci!
Osserviamoci! Abbiamo gettato il sasso e ritirato la mano?
Divenire
un ricercatore del vero, significa anche analizzare queste cose, ossia la
propria responsabilità per come funzionano le cose nel mondo, ed è proprio
davanti a queste scomodità che alcuni si fermano.
Chi di
noi non ha mai pensato di commettere un omicidio? Con convinzione o meno, sono
veramente tante le persone che hanno fatto e continuano a fare certi pensieri!
Dove vanno questi pensieri? Chi li accoglierà facendoli propri? Tu puoi non
aver commesso nessun omicidio, ma hai contribuito con i tuoi pensieri alla sua
realizzazione! È duro accettare questo, vero?
Sono
d’accordo! Per accettare tutto ciò abbiamo bisogno di toglierci il paraocchi
e i tappi dagli orecchi e nel fare questo ci assumiamo la responsabilità per ciò
che siamo, dandoci l’opportunità di cambiare. Il cambiamento è possibile
solo se si accetta di essere responsabili. Se
continueremo a dire “Erica è un mostro, è diabolica, è senza
cuore” Noi continueremo a sentirci migliori di lei e questo fa gonfiare il
nostro Ego a dismisura impedendoci di guardare ai nostri scheletri
nell’armadio. “Come sono bravo! Io non ho ammazzato nessuno!”
I
nostri pensieri negativi forse non sono ancora stati utilizzati, ma chi ci da la
sicurezza che qualcuno non li faccia propri? I pensieri circolano liberamente e
ognuno di noi è vulnerabile nei confronti del pensiero, nessuno è in grado di
difendersi dai pensieri. Puoi essere in California ed io in Italia, ma il mio
pensiero ti può raggiungere in un istante, basta che tu sia sintonizzato sulla
mia frequenza. Noi funzioniamo similmente ad una radio, giri la manopola e sei
su una stazione, ti basta girare un’altra volta per cambiare, la nostra mente
può ricevere tutte le stazioni.
Ognuno
di noi riceve la stazione che è predisposto a ricevere. Se siamo in sintonia
con dei brutti pensieri, non è difficile riceverne di simili
Giunti
a queste riflessioni, non è difficile capire che; nessuno
si può sentire innocente se continua a vivere nella mente, la mente
infatti, è simile ad un computer dove vengono inseriti dati e giudizi, concetti
e tradizioni, molto spesso senza senso, che costituiscono il nostro pensiero.
Liberarsene non è facile; pochissime persone riescono a ribellarsi al
condizionamento ricevuto.
Solo
una mente ribelle, una mente capace di vedere le cose per quello che sono, può
uscire dalla trappola del mondo. È tempo di risvegliarci, abbiamo dormito anche
troppo, non vi pare?
Osservando
come vanno le cose nel mondo, cosa vediamo? Confusione? Rabbia? Rancore? Non
possiamo fare a meno di vedere che gli esseri umani sono un popolo di infelici
che corrono, corrono, giorno dopo giorno senza sapere nemmeno come mai corrono
tanto! Si odiano a vicenda.
Basta
una piccolezza e s’infiammano! Sembrano sempre sull’orlo di una crisi di
nervi, i loro occhi traboccano di rabbie represse che portano in giro come una
bomba pronta ad esplodere. Questa tensione, ormai è troppa per chiunque,
abbiamo raggiunto il limite massimo e non reggiamo più, il nostro computer è
in sovraccarico, i dati sono troppi, le nozioni non ci stanno più! Ecco, la
grande confusione! Ecco, che è tutto troppo! Siamo come brocche strapiene dove
anche solo una piccola goccia di rugiada non ci sta più! E tutto questo crea
tensione! Crea caos! Trambusto!
Occorre
sottrarsi a tutto questo o ne resteremo intrappolati, e l’unica maniera per
uscirne è elevarsi oltre la mente, comprendendo che; la mente è il nostro
veleno quotidiano!
Cosa
accadrà se vai oltre la mente? Accadrà che sarai libero! Libero di vedere le
cose per quello che sono, senza restarne intrappolato, senza esserne coinvolto,
potrai vivere nel mondo, ma senza essere del mondo, potrai vivere da uomo libero
e viaggiare su questo pianeta senza pesi inutili.
Il
caos che stiamo vivendo lo abbiamo creato noi, sbagliare è umano, perseverare
è diabolico, non lo dimenticate! Se hai compreso che i pensieri collettivi ti
possono influenzare, il passo successivo è quello di uscire dal gioco non ti
pare? Se non vuoi continuare ad essere responsabile del caos che ti circonda,
non ti resta altro da fare che; scendere dalla giostra!
Un
caloroso saluto a tutti, ciao Giuliana.