Il sito di riferimento della spiritualità – Angelo Cannata 2017-05-22T10:50:47+00:00

Che cos’è la spiritualità

Per una prima informazione su cosa sia spiritualità si può leggere la relativa voce su Wikipedia. Tuttavia, sia questa voce che le definizioni che si possono trovare in vocabolari ed enciclopedie non fanno altro che rinviare al significato di “spirito”, tralasciando la problematica dell’esistenza o meno del soprannaturale. In questa pagina di partenza del sito diamo al termine un significato iniziale per un primo sgombero del campo da fraintendimenti e confusioni; la ricerca successiva, portata avanti nel blog, consentirà di apprezzare man mano chiarezze, complessità e fascino di ciò che spiritualità riesce ad essere e significare. Il significato generale che diamo al termine per rendere possibile un avvio della ricerca è il seguente: spiritualità è qualsiasi esperienza interiore. “Interiore” significa che arriva al nostro cervello, anche eventualmente senza consapevolezza. Si tratta evidentemente di un significato molto vasto, ma che intendiamo limitare al mondo della criticabilità; un ulteriore restringimento del campo d’attenzione si potrà poi effettuare chiedendosi su quali esperienze interiori convenga approfondire la ricerca. Quest’ultimo passo ci condurrà alla definizione oggettiva della spiritualità come vita interiore.

Questo sito

Questo, a quanto mi risulta, è l’unico sito al mondo interamente dedicato alla spiritualità, mirato ad essere imparziale e indipendente da qualsiasi religione o credenza. Qui è messo a disposizione, come in un pensare ad alta voce, un cammino di spiritualità umana, vissuta come esperienza e come ricerca critica. La ricerca critica è condotta con criterio umanistico, scientifico, filosofico.

Applicare un criterio umanistico significa studiare la spiritualità con la stessa responsabilità con cui nelle scuole e negli istituti di ricerca si studiano, per esempio, letteratura, psicologia, storia, sociologia, cioè le cosiddette “scienze umane”; esse differiscono dalla scienza tale e quale perché non si limitano a ciò che è strettamente misurabile e dimostrabile; per esempio, per studiare lo stile di un poeta, le scienze umane non si servono solo di analisi strutturali, che sarebbero spesso eccessivamente complesse e vaste per poterle portare a termine, ma si affidano anche alla sensibilità degli esperti di critica in quel campo. Ciò non significa che i critici letterari si possano permettere qualsiasi affermazione senza doverla dimostrare, ma che si servono dei dati dell’esperienza in maniere più globali, complessive, sintetiche, piuttosto che in modo esclusivamente analitico e dettagliato, come si fa, per esempio, in fisica, matematica, chimica. La specificazione “umana”, inoltre, è intesa anche in contrapposizione a “universale”: si rivela utile alla ricerca distinguere una spiritualità diffusa in tutto l’universo da un’altra che invece riscontriamo specificamente dentro di noi.

Usare un criterio scientifico significa sforzarsi di restringere il campo della ricerca a ciò che è documentabile, dimostrabile, spiegabile, ripetibile. Ne consegue che campi solitamente riferiti alla spiritualità, come il paranormale, l’esoterismo, il soprannaturale, qui vengono apprezzati semplicemente come manifestazioni del comportamento umano. Nella nostra ricerca ci si interessa di una spiritualità che anche uno scienziato, un materialista o un ateo devono poter seguire.

Mantenere un confronto con la filosofia, a favore della serietà della ricerca, significa essenzialmente dare importanza alla critica e all’autocritica, specialmente per quanto riguarda la critica relativistica della metafisica. Un esempio di questo tipo di critica è il “pensiero debole” di Gianni Vattimo, ma possiamo pensare anche a Heidegger o a ciò che viene chiamato “postmoderno”. Chi voglia credere nell’esistenza di “spiriti”, come tali non materiali, ma appartenenti ad altre dimensioni, è libero di farlo, ciò non è rilevante ai fini della ricerca che qui s’intende perseguire; quello che importa è che tutto ciò di cui qui si parlerà, materiale o non materiale che sia, sarà comunque inteso in una maniera incompatibile con qualsiasi idea di verità intesa come oggettiva, reale, qualcosa a cui, secondo alcuni, tutti dovremmo adeguarci “perché è così”, “perché è vero”. Da questo punto di vista non è raro che anche persone atee siano in realtà molto dogmatiche. La spiritualità intesa qui è invece relativista, critica e autocritica su tutto, sempre in divenire, predisposta al dubbio su ogni cosa, inclusa se stessa. Per una migliore comprensione della filosofia che sta alla base di questa concezione, consiglio la lettura del mio libro Camminare (disponibile in formato cartaceo, epub e kindle).

La spiritualità oggi è oggetto di distorsioni per la carenza di senso critico in quanti se ne occupano. Nei risultati dei motori di ricerca si può notare come religioni e creduloni si sono appropriati del concetto, svuotandolo di valore e piegandone il senso verso l’idea di mondi soprannaturali, fantasmi, spiriti, forze misteriose ed esoteriche; queste concezioni portano con sé contraddizione, ipocrisia, schiavitù: sfuggendo al controllo della ragione critica e quindi al potere delle sue demolizioni, danno agli ingenui la sensazione di un minimo di comprensione, che in definitiva è sensazione di un controllo e di un potere, esercitati sul senso del termine, di se stessi e degli altri.

Il cammino critico che la filosofia ha percorso nel mondo consente oggi un lavoro di recupero alla serietà del patrimonio umano di esperienza indicato dalla parola “spiritualità”; non c’è da accusare nessuno per quanto detto sopra, si tratta di procedere con una mentalità storica, che in realtà permette di apprezzare il cammino percorso, liberandone però l’interpretazione dai presupposti metafisici.

Questo sito esiste dal 1° maggio 2016. Il logo ɣ è la lettera greca “gamma”, qui vista come stilizzazione di due mani che, nel camminare umano, si tengono l’una all’altra. Per me infatti la spiritualità è frutto del camminare, tanto più quando cammini diversi s’incontrano.
La spiritualità è un frutto del camminare
   
 
 
La parola “spiritualità” è nata nel cattolicesimo, ma la vita interiore è esistita da sempre. Essa si presta meglio di qualsiasi altro termine ad indicare l’esperienza umana in generale e per questo l’ho scelta per il cammino che faccio conoscere in questo sito.
 
Video precedenti:
1 Critica del concetto di verità
2 Critica del concetto di realtà
3 Perché ho lasciato la religione cattolica
4 Che cos’è il Cristianesimo Libero
 
→ Post n. 1 Perché interessarsi di spiritualità oggi
 
   

 

Ultimo aggiornamento di questa pagina: 22 maggio 2017