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Aperto da Angelo Cannata, giovedì 5 ottobre 2017, ore 21:09:51

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Angelo CannataUtente che ha iniziato questa discussione

giovedì 5 ottobre 2017, ore 21:09:51 Last Edit: domenica 27 maggio 2018, ore 05:16:38 by Angelo Cannata
Discussioni e commenti su spiritualita.org


mariano

Ho letto con attenzione l'articolo di presentazione di questa rubrica e desidero esprimere la mia opinione sul concetto di spiritualità.

Premetto di riconoscere che i miei difetti di pigrizia ed una certa presunzione  che non riesco a vincere (o forse a combattere) non mi hanno permesso di approfondire i tuoi pensieri che ammiro e parzialmente condivido, ma ritengo che la parola spiritualità non possa essere definita da una genesi etimologica: a mio avviso è l'espressione di un concetto che indica l'essenza dell'uomo; ricordo una bella frase (non mia) che dice che noi non siamo esseri umani che vivono un'esperienza spirituale, ma siamo esseri spirituali che vivono un'esperienza umana.

Condivido pienamente la differenza tra "la" spiritualità e "le" spiritualità e ritengo che le religioni siano un valido strumento di "volgarizzazione" della spiritualità.

Non credo che la spiritualità, come anche l'arte (poetica, musicale, figurativa....), possa essere studiata in maniera scientifica in quanto al di là dei possibili giudizi razionali si rapporta all'intima essenza dell'uomo.

Ti saluto con cordialità

Angelo CannataUtente che ha iniziato questa discussione

Ciao, mariano, sono d'accordo con tutto ciò che hai scritto.

Per quanto riguarda lo studio scientifico della spiritualità, esso sarebbe impossibile se contenesse la presunzione di essere esaustivo, cioè ritenere che la spiritualità si riduca totalmente a ciò che la scienza riesce a dirne. Ma la scienza non è presuntuosa, è umilissima, è uno strumento al servizio di tutto il resto, perciò penso che possa rendere ottimi servizi anche allo studio della spiritualità.

Un saluto anche a te.

Mariano

Angelo, scusa ma non riesco a comprendere come ritieni che la scienza possa rendere servizi allo studio della spiritualità.
Senza dubbio, almeno per me, spiritualità e materialità coesistono nel nostro essere e quanto sfugge alla nostra razionalità non si può comprendere attraverso la razionalità stessa, ma piuttosto deve essere considerato come un elemento razionale a se stante.
Del resto tu stesso nel blog "faccia a faccia con l'amore" sostieni che "le caratteristiche di un essere qualsiasi non sono tanto quelle risultanti da verifica scientifica, oggettiva, quanto quelle percepite dallo spirito".
Io continuo ad essere del parere che la spiritualità, dalla quale scaturiscono tutti i sentimenti di un essere (e non gli istinti), non possa essere analizzata, ma solo percepita nel proprio intimo.

Angelo CannataUtente che ha iniziato questa discussione

giovedì 19 ottobre 2017, ore 20:31:39 #4 Last Edit: giovedì 19 ottobre 2017, ore 20:34:14 by Angelo Cannata
Dipende da cosa vogliamo intendere per "spiritualità". Nel post 36 Faccia a faccia con l'amore ho scritto che "In un contesto esistenziale, le caratteristiche di un essere qualsiasi non sono tanto quelle risultanti da verifiche scientifiche, oggettive, quanto quelle percepite dallo spirito". "In un contesto esistenziale": ma il contesto esistenziale non è l'unico modo possibile con cui prendere in considerazione la spiritualità. Ogni cosa di questo mondo può essere considerata anche da un punto di vista scientifico.

Probabilmente tu intendi con "spiritualità" solo il trascendente, ciò che oltrepassa le possibilità del mondo visibile. Questo è un significato accettabile, ma non è l'unico possibile.

Nel post 53 La migliore definizione di spiritualità è vita interiore ho scritto che dai vocabolari risulta che la spiritualità può essere intesa come vita interiore. Ma la vita interiore non è solo la parte trascendente di noi: anche un'emozione creata come azione dei neuroni del nostro cervello può essere considerata vita interiore. Dunque, perché la scienza non dovrebbe poter studiare ciò che avviene nei meccanismi del nostro cervello? D'altra parte, esiste, ad esempio, la psicologia, che è una vera e propria scienza, la quale è una forma di studio della vita interiore, cioè anche di aspetti della spiritualità. Ecco quindi un ottimo esempio di studio scientifico della vita interiore: la psicologia. Ovviamente la spiritualità non si riduce a questo, ma può essere studiata anche da questi punti di vista.

Mariano

Sono ignorante di neuroscienza che però mi affascina, ma non penso che possa riuscire a trovare un legame tra il cervello e la spiritualità (come da me intesa).
Il significato delle parole che si trova nei vocabolari in molti casi è ambiguo e non sempre si può spiegare con altre parole concetti che esulano dal razionale.
Dove forse non concordiamo è la tua affermazione che "la migliore definizione di spiritualita è vita interiore "

Angelo CannataUtente che ha iniziato questa discussione

Sì, credo che la questione consista nella definizione di spiritualità.

A questo proposito, ho avuto cura che ciò che viene inteso lungo tutto il sito con questa parola sia ciò che davvero si possa chiamare la spiritualità e non soltanto una spiritualità.

Per potersi chiamare la spiritualità, deve trattarsi di qualcosa in grado di comprendere in sé tutti i tipi di spiritualità, incluse sia le religioni che le spiritualità degli atei, sia le spiritualità trascendenti che quelle materialiste.

Se io in questo sito intendessi spiritualità solo in senso trascendente, non potrei più dire che questo sito è dedicato alla spiritualità, perché starei trascurando l'aspetto materiale, che è quello su cui la scienza riesce ad indagare. Perciò intendo invece comprendere sia l'uno sia l'altro: sia gli aspetti materiali, sia quelli trascendenti.

La definizione di spiritualità come "vita interiore" ha, tra l'altro, il pregio di essere in grado di includere entrambi questi aspetti: è vita interiore sia l'agire materiale dei neuroni nel nostro cervello, indagabile dalle neuroscienze, sia la trascendenza, ad esempio, della fede in Dio, che ritiene di far riferimento a realtà che vanno oltre la materia.

Mariano

DESIDERO TORNARE ALLA DEFINIZIONE DI "SPIRITUALITà": COME MI SEMBRA CHE CONDIVIDIAMO, E' UNA PAROLA AMBIGUA CHE ASSUME DIVERSI SIGNIFICATI, MA RESTA IL FATTO CHE SONO SIGNIFICATI DIVERSI, NON E' CHE UNO INCLUDA ANCHE L'ALTRO.

RIGUARDO ALLA SPIRITUALITA' DI CUI TU PARLI, OGGI MI E' CAPITATO DI VEDERE L'ESPRESSIONE DEL CANE DI MIO FIGLIO CHE , ESSENDOSI SENTITO SCOPERTO DI AVER PRESO UN PEZZO DI PANE DAL TAVOLO IN NOSTRA ASSENZA (COSA CHE GLI DICIAMO SEMPRE DI NON FARE, MA DELLA QUALE HO MOSTRATO SOLO CON LO SGUARDO DI ESSERE  SCONTENTO) HA TENERAMENTE ESPRESSO  DI SENTIRSI IN COLPA : STRAORDINARIO, INCOMPRENSIBILE, IL CANE MOSTRA UNA SENSIBILITA', IL RICORDO DI UN'ISTRUIONE  E LA CONSAPEVOLEZZA DI  AVER TRASGREDITO !

E' EVIDENTE CHE E' COSI'  E LA NEUROSCIENZA RIUSCIRA' A SPIEGARLO, COSI' COME PENSO CHE RIUSCIRA' AD ANALIZZARE LA GENESI DEI NOSTRI ISTINTI E SENTIMENTI, MA NON CREDO CHE RIUSCIRA' MAI  A FARE ALTRETTANTO PER LA SPIRITUALITA' NEL DIVERSO SIGNIFICATO CHE CHE PUO' ESSERLE DATO E CHE IO CERCO DI APPROFONDIRE .

Angelo CannataUtente che ha iniziato questa discussione

Come ho scritto, la definizione che io accolgo dai vocabolari consente di intendere con spiritualità sia ciò che avviene materialmente nel nostro cervello, sia ciò che si può considerare oltre la materialità.

Riguardo al rapporto reciproco tra i due significati, non parlerei di inclusione: la scienza non pretende di includere in sé stessa il trascendente e viceversa. Ciò non significa che i due campi siano destinati a rimanere per sempre separati, inconfrontabili. Noi non sappiamo in che misura e modo il trascendente si possa connettere alla materia, anche perché, strettamente parlando, non sappiamo né cos'è la materia, né cos'è il trascendente.

D'altra parte, la spiritualità può essere approfondita anche prescindendo da entrambi gli aspetti: ad esempio, se si vuole approfondire il rapporto tra due persone, le dinamiche che tra esse si vengono a creare, non è indispensabile andare prima a stabilire se si tratta di neuroni o si tratta di realtà immateriali. Si può andare direttamente ad esaminare ciò che si viene a creare, i significati che nascono per la nostra esistenza. Credo che sia questo il modo più importante di approfondire la spiritualità. Alla fin fine, che poi queste dinamiche appartengano ai neuroni, oppure a realtà trascendenti, diventa una questione inutile, di fronte alle ricchezze che è possibile invece scoprire intraprendendo vie che riguardano i significati, il vissuto, l'esperienza, le connessioni tra più tipi di eventi.

Altrimenti la spiritualità si riduce a chimica oppure, che secondo me è equivalente, indagine su fenomeni paranormali. Questo a mio parere conduce solo a conclusioni il cui valore paragonerei addirittura al pettegolezzo. Trovo molto più fruttuoso esplorare il valore esistenziale delle esperienze, l'essere toccati dalla possibilità di crescere e diventare più maturi, più capaci di responsabilità, più capaci di migliorare la nostra condotta, la nostra autenticità, la nostra moralità, insomma, le cose che vengono esplorate dalla letteratura, le arti, le religioni, la musica.

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