annuncio

Comprimi
Ancora nessun annuncio.

2018.03.03 Lettura 21 - L’arte

Comprimi
X
  • Filtro
  • Ora
  • Visualizza
Elimina tutto
nuovi messaggi

  • 2018.03.03 Lettura 21 - L’arte

    Ascolta la lettura di Graziella Giuca



    Testo

    Oggi le ideologie illuminista e marxista sono logorate, hanno subìto la dura critica della realtà. Hanno resistito molto meglio le grandi religioni come l'ebraismo, il cristianesimo, l'islam. Ma ciascuna di esse ha i suoi dogmi, le sue regole, i suoi fedeli, nessuna raccoglie un consenso universale.
    Quali sono, allora, le cose che tutti, tutti indistintamente continuano a cercare, ad apprezzare, ad amare nel corso dei secoli e dei millenni? Che cosa dura e, nello stesso tempo, unisce gli uomini? Le opere d'arte, solo le opere d'arte. Noi guardiamo le piramidi egizie, i templi greci, le basiliche romaniche e gotiche, la grande moschea di Cordova
    ...
    e, nonostante la loro diversità, proviamo la stessa profonda commozione, un senso di elevazione e di rispetto.
    ...
    Cosa hanno di particolare queste opere che sembrano inesauribili? Esse ci fanno uscire dalla nostra quotidianità, dai nostri pensieri, dalla nostra stanchezza, dalla nostra delusione, dal nostro malumore e ci portano in una atmosfera più alta, più pura. Quello che prima ci angustiava, ci soffocava, lo sentiamo come una preoccupazione meschina e volgare, priva di valore. Nella nostra vita quotidiana tutto è allo stesso livello, e tutto è più o meno urgente, più o meno utile. Presi dalle nostre attività pratiche, passiamo indifferenti accanto a ciò che è nobile, sublime, come a ciò che è meschino e volgare.
    L'arte nasce nasce dalla diversità, non dal contrasto, non dall'opposizione. Mentre l'opinione, l'ideologia, la religione dividono, l'arte unisce. Un musulmano può ammirare San Pietro e un cristiano la moschea di Cordova. Un buddista essere affascinato dalle chiese romaniche e un ebreo dai templi tibetani. Le grandi opere d'arte ci fanno entrare in un mondo superiore, dove siamo a contatto con le essenze. E queste essenze hanno la straordinaria proprietà di essere universali, di riguardare tutti. Non ci dividono ma ci uniscono. In esse ritroviamo ciò che ci accomuna come esseri umani. L'arte, inoltre, fa rivivere il momento incantato della rivelazione, dello svelamento. Quel momento miracoloso della scoperta che vive anche lo scienziato quando ha l'impressione di svelare il mistero dell'essere. Ma che, nella scienza, svanisce, non si può ripetere.
    ...
    l'arte ci fa rivivere ogni volta il mistero dell'essenza vitale che l'artista ha colto e oggettivato. Ci riconduce alle sorgenti della creazione. È una specie di incantamento. È proprio per questo che, dopo la visione di un'opera d'arte, torniamo alla vita quotidiana più ricchi di sapere, spiritualmente accresciuti, moralmente più forti. In questa esperienza proviamo meraviglia e rispetto, ammirazione e riconoscenza. Brivido di fronte alla rivelazione di qualcosa che è in noi, nell'universo, eppure resta nascosto, velato a chi non vuol vedere, scoprire, sapere. Ma chi sa scrutare, si avvicina alla scaturigine, alla propria individualità, alla propria essenza e da questa esperienza esce più forte, pieno di vita, colmo di speranza.

    Da Francesco Alberoni, La speranza


  • #2
    Alberoni è nel giusto nell'indicare il ruolo trasversale dell'arte, cioè capace di oltrepassare le barriere culturali, ma sbaglia quando la presenta come esperienza che fa uscire dalla stanchezza, dal malumore: ci sono opere d'arte il cui scopo è proprio provocare, far stare male, addirittura far vomitare, e possono essere apprezzate proprio per questo. L'arte vale non per gli effetti armonizzanti espressi da Alberoni, che presuppongono una visione dell'arte con mentalità abbastanza chiusa, ma perché è ricerca massimamente impegnata verso il camminare, il crescere.

    Commenta

    Autore di questa discussione

    Comprimi

    Avatar ospiti
    Sto operando...
    X