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Ispiratori conosciuti personalmente

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  • Ispiratori conosciuti personalmente

    Gasby, ti rispondo qui perché non ho difficoltà ad esprimermi pubblicamente su quest’argomento.
    Il mio filosofo di riferimento, ispiratore fondamentale del mio mio modo di pensare, rimane Gianni Vattimo, che purtroppo non ho mai avuto la fortuna di incontrare o conoscere personalmente.
    Ci sono state poi tante altre persone che nella mia vita hanno avuto diversi influssi, chi un modo, chi in un altro, chi con un singolo gesto, chi con colloqui duranti diversi anni. Specialmente per me, come persona che a suo tempo scelse di farsi prete e quindi di entrare in seminario, è comprensibile chi si sia creata la possibilità di avere diverse persone ispiratrici: il seminario infatti è proprio questo: un luogo in cui costruirsi negli anni una formazione spirituale. Posso pensare, per esempio, al mio padre spirituale, a qualche mio professore di teologia, ma anche a tanti altri preti e compagni di seminario, che in diversi modi hanno lasciato in me forti impronte. In questo senso posso dire di sentirmi come un mosaico, avendo preso un po’ da uno, un po’ da un altro, formandomi nel tempo i miei orientamenti.

  • #2
    Mi sono informato su Gianni Vattimo e il pensiero debole, e sono rimasto piacevolmente sorpreso.
    Vorrei iniziare a leggere qualche suo libro, con quale mi consigli di partire ?

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    • #3
      Di per sé il libro di riferimento per il suo pensiero debole sarebbe il suo, intitolato proprio “Il pensiero debole”. Però non penso che questo libro sia il più adatto per un primo accostamento a questa filosofia, per due motivi: 1) tratta l’argomento con un linguaggio filosofico di tipo specialistico, per cui risulterà difficile da capire per chi non si sia già familiarizzato con esso; 2) il libro è in realtà una collezione di articoli di diversi autori e quindi non ha un andamento organico, ordinato.
      Perciò temo che andare direttamente a quel libro servirebbe solo a confonderti, scoraggiarti, e a darti l’impressione che il pensiero debole sia solo fumo, aria fritta, fatta di parole filosofiche difficili da capire.

      La voce di Wikipedia “Pensiero debole” non mi sembra il meglio della chiarezza al riguardo, ma può comunque essere utile.

      Ho trovato questi due siti internet che mi sembrano più adatti, perché si esprimono sulla questione in termini più facili e ordinati:

      https://digilander.libero.it/syntmen...ia/Vattimo.htm
      https://www.studentville.it/appunti/il-pensiero-debole

      Di Vattimo lessi a suo tempo i dieci volumi “Filosofia '86” fino a “Filosofia '95”, che si prefiggevano, anno per anno, di fare il punto della situazione in cui la filosofia si trovava. Anche questi volumi però contengono un linguaggio molto tecnico e specialistico.

      È di più facile lettura, ma anche meno centrato sul suo pensiero, il libretto “Credere di credere”. Vattimo si professa cattolico, ma secondo me è troppo poco critico nei confronti della religione.

      Di lui ho letto poi l’ “Introduzione a Heidegger”, senza dubbio utilissima, anche perché il pensiero debole, in definitiva, non è altro che un’esplicitazione, uno sviluppo, delle posizioni di Heidegger. Anche questo libro contiene un linguaggio abbastanza tecnico, però lo considero più adatto come lettura, proprio per porsi mentalmente nel contesto più giusto, cioè il fatto che Vattimo, come ho detto, è un portare avanti Heidegger. In questo senso si prendono due o più piccioni con una fava: si conosce Heidegger, che ne è l’ispiratore, si conosce il modo di presentarlo usato da Vattimo, ci si familiarizza con un linguaggio filosofico un po’ impegnativo, ci si forma le basi più adatte per capire al meglio il pensiero debole.

      Purtroppo non ho ancora letto altri libri di Vattimo.

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      • #4
        Perfetto allora inizierò con "Introduzione a Heidegger", amo la filosofia, quindi leggere uno scritto di Vattimo che tratta di Heidegger non può che suscitarmi interesse!

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